Il parco del Sarapollo

 L’idea del parco nasce nel 1994 non semplicemente per le esigenze dell’agricoltura biologica, già soddisfatte ad esempio dalla fascia boschiva che quasi circonda l’azienda, si colloca piuttosto nell’alveo della legislazione europea e nazionale degli ultimi anni in cui la modernizzazione del settore agricolo include la valorizzazione del ruolo sociale dell’agricoltore.

L’agricoltore viene riconosciuto e può divenire soggetto che tutela la salute delle persone e dell’ambiente, custode del paesaggio e del patrimonio culturale

La superficie del parco si può a grandi linee suddividere in aree che tendono a sconfinare: la rocca, il prato, la cava, il bosco, le siepi.

Quando esplode l’estate il palcoscenico del parco è tutto per il verbasco, pianta erbacea che supera i due metri di altezza. Sembra emergere direttamente dal tufo con dei fiori gialli ricolmi di sole che alcuni utilizzano, in un infuso dal piacevole gusto di miele, per curare i raffreddori di petto.

Parte della superficie del parco accoglierà, a breve, alcuni capi di razze locali di animali domestici a rischio di estinzione. Vivranno allo stato libero e il loro numero dipenderà dalle risorse dell’area a loro dedicata, dovendo procurarsi il cibo autonomamente.

Questi animali si potranno riprodurre e i capi in eccesso verranno dati a altre strutture per favorirne la conservazione.

 

Il Parco del Sarapollo: un piccolo giacimento di diversità, biologica e culturale

che la Fattoria Lucciano vuole preservare

Galleria fotografica