Provolino

Il provolino si produce con la cagliata che ha raggiunto lo stesso grado di filatura di quella utilizzata per la scamorza.

Analogamente a quanto avviene con il caciocavallo, non appena la pasta filata è pronta, invece di passare nella formatrice, viene divisa in pezzi di circa 1kg di peso: da ognuno di questi pezzi nascerà un provolino.

La pasta viene lavorata a mano e posta in uno stampo che da cui verrà estratto il provolino nella classica forma cilindrica di questo formaggio.

Il provolino, ancora caldo, viene ora collocato in cella frigorifero.

Dopo 12 ore circa viene posto in salamoia, così come la scamorza, dove rimane per 4 ore.

Completata la fase della salatura, il provolino viene appeso per 24 ore, in una cella apposita, ad asciugare.

Trascorso questo giorno di “riflessione” il provolino è pronto per il consumo.

Analogamente a quanto avviene per la scamorza se si lascia asciugare per qualche tempo, cambia la concentrazione dei nutrienti a parità di porzione rispetto al fresco, così come il corredo organolettico vira verso gusti più corposi, nella consistenza, negli aromi e nei sapori.

Tra scamorza e provolino cambiano la forma e la dimensione, fattori che ne  determinano le differenze organolettiche.

Versatile in cucina, il provolino è un eccelso compagno nei piccoli pasti casalinghi, panini di strada e di campagna, quando l'appetito si fa sentire.

Fresco, così come la scamorza, è ottimo alla piastra!

Accompagnato da verdure crude e cotte di stagione, imbottitura di accogliente pane, il provolino non tradisce mai.